L’agenzia di stampa russa RIA Novosti, riporta che almeno 1.000 casinò tradizionali sono stati chiusi a Mosca negli ultimi 18 mesi in base ad una legge approvata lo scorso anno che prevede di spostare il gioco dalle grandi città a regioni più lontane.

Parlando nella capitale russa, un funzionario del governo ha detto al Novosti che le chiusure si sono verificate in base alla legge disegnata per tenere a freno la crescente dipendenza dal gioco dei russi, legge approvata dal parlamento e firmata dall’allora presidente Vladimir Putin e che richiede ai casinò della capitale e di altre città di terminare le loro attività entro luglio 2009.

“Nello scorso anno e mezzo, più di 1000 negozi, gallerie d’arte, biblioteche, organizzazioni per bambini e cliniche sono state aperte nella città come risultato della chiusura dei casinò”, ha affermato il funzionario.

Da luglio 2009, i casinò saranno ammessi solo in determinate aree del territorio dell’Altai, in Siberia, nella lontana regione dell’est di Primoriye, nella enclave Balcanica di Kaliningrad e nella Russia del Sud, tutte zone con scarse entrate economiche.

I legislatori russi affermano che questo combatterà la dipendenza da gioco delle città principali e farà crescere le economie delle regioni più povere.

I critici sono convinti invece che i bilanci delle città al di fuori delle regioni permesse perderanno miliardi di dollari in entrare erariali, e prevedono un aumento del gioco illegale.

Gli investimenti sui progetti di costruzione di questi nuovi siti di gioco, nelle regioni scelte, sono stati finora piuttosto lenti, con la crisi economica globale che stringe i cordoni delle borse dei governi locali e delle aziende.

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